IL CANDELAIO

Diretta da MARINA LALATTA COSTERBOSA E MASSIMO LA TORRE

COMITATO SCIENTIFICO

Francisco Javier Ansuátegui Roig (Università “Carlo III” di Madrid)
Cristina García Pascual (Università di Valencia)
Gianfrancesco Zanetti (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
Alessandra Facchi (Università degli Studi di Milano Statale)
Agustín José Menéndez Menéndez (Università Complutense di Madrid)

1. LA VERITA’ DEL DIRITTO SENZA VERITA’

Autori: M. La Torre
ISBN: 9791281331419
Prezzo: € 20,00

Una tradizionale tesi della teoria giuridica contemporanea è che il giudice disponga di ampia discrezionalità nella determinazione della sua decisione. Anzi da più parti si sostiene una radicale discrezionalità del giudice, fondata sulla rivendicazione del carattere non cognitivo del linguaggio giuridico. Questo – si dice – sarebbe tutto prescrittivo. È una vecchia tesi questa. Sta alle origini del positivismo giuridico, la concezione dominante tra giuristi pratici e professori di diritto per cui il diritto sarebbe prodotto essenzialmente di autorità, d’un atto di potere. Auctoritas, non veritas facit legem. Di maniera che il diritto è senza verità. Il libro intende contestare questa visione del diritto. L’aspetto cognitivo e il supporto razionale o ragionevole della decisione giudiziaria, e in certo senso della norma stessa, è qui rimeditato e riproposto all’attenzione del lettore. Il diritto ha una componente cognitiva che si manifesta fenomenologicamente, nel modo del suo darsi e operare, a vari livelli. Specialmente acuta si presenta tale questione per ciò che riguarda la giustizia costituzionale, la cui legittimità e razionalità è nel testo discussa e rimeditata, ma non rigettata. Particolarmente evidente è il bisogno della verità del diritto, laddove di questo si voglia offrire una articolazione coerente con la possibile operatività d’una soggettività giuridica non meramente scissa tra sovrano e suddito, bensì ricomposta nei termini d’una reciproca collaborazione tra cittadini e operatori giuridici.